Storia

Era il 20 agosto 1916 quando mio nonno Salvatore Grasso aprì la Pizzeria.

Si era nel periodo della Grande Guerra,le truppe italiane stavano entrando in Gorizia…”Quale nome migliore?” pensò Don Salvatore.

Così la chiamò Gorizia….la “Pizzeria Gorizia”!

Essendo il primo e per qualche tempo, unico locale pubblico aperto nel cuore del vecchio quartiere,era normale che ad esso fossero legati tutti i momenti più o meno spensierati che , a distanza di anni, lasciano comunque un dolce,nostalgico ricordo.

Non c’è vomerese che almeno una volta non abbia varcato quella soglia.

Non è azzardato dire che la storia del vecchio Vomero passa per la pizzeria Gorizia .
Si era intorno al 1925 quando durante un convegno per organizzare “la festa dell’uva”,un’occasione di aggregazione dove commercianti e addetti a tutti i settori facevano a gara ad allestire vetrine,carri,strutture per onorare e festeggiare l’avvenimento della vendemmia ,che fu deciso di destinare la pizzeria Gorizia a sede dei festeggiamenti e delle premiazioni.

Questo importante avvenimento proiettò l’immagine del locale molto più in là di quella che poteva essere una semplice pizzeria.
Le frequentazioni dell’elite dell’allora Napoli bene divennero sempre più assidue e manifestazioni e mostre culturali cominciarono ad affacciarsi nell’ambito delle varie iniziative che portarono il Vomero a crescere fino a farlo diventare il moderno centro commerciale .

Si era nel 1932…l’esigenza dettata dal successo portò mio nonno a realizzare quella che è l’attuale “pizzeria Gorizia” prendendo in fitto il locale, l’inaugurazione fu curata personalmente dal Duca Pironti,proprietario dell’immobile che invitò il meglio della Nobiltà dell’epoca la quale,apprezzando oltremodo la pizza e le altre proposte,continuò per anni a frequentare la pizzeria.

Gli anni 40 furono sicuramente quelli più difficili,la guerra portò fame e miseria,la farina e le materie prime erano contingentate…la pizza,come il pane veniva acquistata con una tessera….

La pizzeria Gorizia cercò altri sbocchi e,proponendo le sue referenze,riuscì ad ottenere la gestione della mensa degli Ufficiali del vicino Castel S. Elmo.

Le divise degli alti ufficiali come quelle dei Gerarchi caratterizzarono questo periodo della storia della pizzeria .
Poi il dopoguerra,la ricrescita,la voglia di tornare a vivere.

Il Calcio Napoli ,quando si giocava al Collana ,era di casa alla Gorizia così come pure gli attori del vicino teatro Diana, Totò,i De Filippo,l’on. Almirante ,Roberto Murolo,il “ maestro “ Sergio Bruni ,e una miriade di personaggi e VIP più o meno famosi

Questa è l’epoca di mio padre e delle “incredibili” 70 tavole di pasta al giorno( 1050 pizze!).
Mio Nonno morì il 23 marzo 1972… due giorni prima, nonostante ben 5 pizzaioli alle sue dipendenze, era ancora sul banco a far pizze!

Da allora ogni giorno è stata tolta una pietra a quel grande,splendido castello che lui aveva costruito… ….oggi dalle rovine,sorretti solo da un grande entusiasmo e dalla volontà di recuperare valori altrimenti perduti,ci siamo dati un impegno per cercare di riportare la Gorizia là dove era e merita di essere !
Salvatore Grasso